radiofonografo Primo: Perché una celebrazione?

radiofonografo Primo: Perché una celebrazione?

BRIONVEGA recupera il primo progetto originale del radiofonografo disegnato nel 1965 da Achille e Pier Giacomo Castiglioni e lo battezza esattamente PRIMO in onore di questa versione numero uno, consacrandolo quale prodotto irrinunciabile per i cultori del design ed al tempo stesso autentica opera d'arte contemporanea. ll desiderio è quello di rendere omaggio ai “mitici” anni Sessanta.

In quegli anni l’onda lunga del boom economico post bellico sostenne il progresso della tecnologia e lo sviluppo dell’economia che, insieme agli eventi socio-politici e culturali, rivoluzionarono per sempre valori, aspirazioni e stile di vita delle nuove generazioni. Il design industriale italiano si pose come vero artefice di un “Nuovo Rinascimento”, capace di dominare il mondo con produzioni ed oggetti ad altissima innovazione tecnologica ed estetica, grazie ad abilità progettuali, funzionalità mai sperimentate sino ad allora e ricerca di materiali innovativi.

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Con il primo nato, BRIONVEGA propone una edizione limitata che desidera celebrare questo periodo con l’oggetto forse più famoso, complesso ed iconico non solo della sua collezione ma dell’intero periodo storico. Il radiofonografo è infatti prodotto ininterrottamente da oltre 55 anni in pochi e perfetti esemplari, è presente nei più importanti musei ed in tutti i libri di arte moderna e design ed è la sintesi perfetta dell’Italia di quegli anni.

Un’Italia determinata e laboriosa che ha insegnato come ci si possa rialzare dalla devastazione di una guerra, generando addirittura una rinascita rivoluzionaria capace di oltrepassare i confini, riposizionando la nostra immagine grazie al coraggio della visione imprenditoriale unito alla genialità delle menti creative ed all’abilità della manualità artigiana.
Il pensiero corre al nostro oggi, così toccato nel profondo da una crisi senza eguali che coinvolge tutto il pianeta: nessuna emergenza nella storia ha mai avuto una tale velocità di propagazione né una simile indeterminatezza. Avremo anche noi da raccontare tante storie domani: paure profonde ed emozioni nuove, brividi paralizzanti e ricordi struggenti, i timori di non farcela e la gioia di aver saputo riscrivere – tutti insieme, questo è certo - una nuova normalità.

 

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