radiofonografo Primo: L’incontro con la storia

radiofonografo Primo: L’incontro con la storia

PRIMO è la perfetta consacrazione di un apparecchio disegnato nel 1965 da questi due giganti del design industriale mondiale ed è ancora in produzione a distanza di oltre mezzo secolo.

Siamo a Milano, fucina di menti illuminate nell’architettura, nell’ingegneria e nella produzione artigiana.

L’idea di partenza di Achille e Pier Giacomo Castiglioni fu quella di “dare mobilità e dinamismo ad un oggetto per sua natura statico” offrendo la migliore esperienza d’ascolto possibile e non dimenticando la “ricerca della forma minima”, che per loro rappresenterà sempre “il componente principale di progettazione”.

Prese forma e vita il radiofonografo: un unicum, un oggetto destinato a diventare una icona ben riconoscibile – e conosciuta – da una gran moltitudine di persone.

Non una radio ed un giradischi ma “la radio con il giradischi insieme”.

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Un oggetto dalla valenza multisensoriale, pensato non solo per riprodurre la musica in modo impeccabile ma “per fare compagnia”, come conferma il suo aspetto giocoso di robot musicale dalle fattezze antropomorfe e dall’inconfondibile sorriso che lo trasforma in un oggetto amico, capace di avvicinare la tecnologia all'uomo.

Il radiofonografo venne studiato per assumere di volta in volta conformazioni differenti in base alla funzione richiesta e si presenta come un gioco modulare, un oggetto che si sposta nell’ambiente, dotato di due casse acustiche che offrono più
combinazioni possibili: per un ingombro minimo, posizionabili sopra al corpo centrale per ascoltare la radio; ai lati, appese sui fianchi, per ascoltare i vinili;
staccate, appoggiate al pavimento, in giro per la stanza per sfruttare al meglio la stereofonia. Tutti questi elementi hanno fatto del radiofonografo un vero oggetto d’arte insensibile al passare delle mode, senza tempo. Un cult che diventa protagonista in casa, protetto e curato sino ad essere tramandato alle generazioni successive come tutti gli oggetti preziosi, amati ed usati, con i quali ci siamo accompagnati nella nostra vita.
Il genio è questo: la capacità di rendere estremamente vicino, comprensibile, fattuale e semplice quello che all’apparenza non lo è affatto.

 

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